Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi, 28 marzo 2025, ha approvato l'attesa proroga per l’obbligo delle imprese di sottoscrivere una polizza assicurativa contro le calamità naturali, introdotto con la Legge di Bilancio 2024. La scadenza originaria era fissata al 31 marzo, ma il Governo ha deciso di concedere più tempo, in particolare alle piccole e medie imprese (PMI), mentre le grandi imprese avranno meno margine. In particolare, il termine è differito:
Categoria di Impresa | Numero di Dipendenti | Fatturato Annuale | Totale di Bilancio | Nuova scadenza per la polizza |
---|---|---|---|---|
Micro imprese | Meno di 10 | ≤ 2 milioni di euro | ≤ 2 milioni di euro | 01.01.2026 |
Piccole Imprese | Meno di 50 | ≤ 10 milioni di euro | ≤ 10 milioni di euro | |
Medie Imprese | Meno di 250 | ≤ 50 milioni di euro | ≤ 43 milioni di euro | 01.10.2025 |
Grandi Imprese | Oltre i limiti sopra | > 50 milioni di euro | > 43 milioni di euro | 01.04.2025 |
Numerose richieste di slittamento del termine sono state avanzate, evidenziando le difficoltà delle imprese. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato la necessità di rinviare l’operatività delle sanzioni, sostenendo che le imprese non hanno avuto il tempo necessario per valutare e confrontare le offerte assicurative. Ha inoltre criticato l’assenza di strumenti come il portale IVASS per la comparabilità delle polizze, definendo la situazione un "prelievo forzoso" se non risolta.
Confcommercio ha rinnovato la richiesta di una proroga, sottolineando che il termine attuale è incompatibile con la capacità di quasi quattro milioni di imprese di adempiere all’obbligo, soprattutto in mancanza di un regolamento attuativo chiaro e di un portale operativo. Confesercenti ha evidenziato l’incertezza in cui versano milioni di imprese, chiedendo un intervento rapido per sbloccare la situazione.
La normativa impone che tutte le imprese, siano proprietarie o locatarie, assicurino gli immobili contro le catastrofi naturali, garantendo il valore di ricostruzione. Questo scenario è particolarmente critico per le attività commerciali, turistiche e di servizio, molte delle quali operano in immobili in affitto. Gli imprenditori che non rispettano l’obbligo rischiano di perdere accesso al credito, di essere esclusi da bandi di finanziamento e di non ricevere contributi in caso di catastrofe. Inoltre, gli amministratori potrebbero affrontare azioni legali per responsabilità relative ai danni subiti.
È quindi essenziale che le imprese siano adeguatamente informate e abbiano il tempo necessario per valutare le offerte di polizze conformi e i relativi costi.
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