I contribuenti che si ritrovano ancora con crediti edilizi che non si riescono a monetizzare dopo aver eseguito interventi agevolati con il superbonus o altri bonus edilizi “tradizionali” (dall’ecobonus al bonus ristrutturazione, dal sismabonus al bonus barriere architettoniche, bonus fotovoltaico o bonus colonnine di ricarica) guardano con speranza ai recenti sviluppi del mercato del credito.
Gli istituti che in questo momento hanno riaperto alla cessione del credito sono però ancora troppo pochi, vediamo assieme quali. Tra gli istituti “virtuosi” che già riacquistano si segnalano Intesa San Paolo e Sparkasse – Civibank Spa, mentre Credit Agricole, Unicredit e Poste Italiane sono in fase di “ultimazione dei lavori” per un’effettiva ripartenza degli acquisti.
Il quadro si completa con le piattaforme di intermediazione che facilitano l’incontro da domanda e offerta dei bonus edilizi. Tra queste le più note sono sicuramente Finanza.Tech, Sibonus, Giroconto e Innova Credit.
Ricordiamo infine che, dal 16 luglio 2022 (grazie alla legge di conversione del D.L. 17 maggio 2022, n. 50, decreto Aiuti), solo le banche (o le società appartenenti ad un gruppo bancario, iscritto all'albo di cui all'art. 64 del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385, ma non altri cessionari) possono cedere i crediti derivanti da bonus edilizi, che hanno acquisito da contribuenti o da imprese:
Resta fermo che questi ultimi cessionari non avranno la facoltà di ulteriore cessione.
Questo documento fa parte del FocusSUPERBONUS 2023
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